Interrogazione parlamentare sulla vicenda "Fondazione Campanella"

Interrogazione parlamentare sulla vicenda “Fondazione Campanella”

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08556

presentato da

OCCHIUTO Roberto

testo di

Mercoledì 25 marzo 2015, seduta n. 399

OCCHIUTO. — Al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

la regione Calabria risulta essere soggetta a piano di rientro per la sanità e, in quanto tale, è stato nominato un commissario ad acta ai sensi e per gli effetti della legge del 23 dicembre 2009, n. 191;
ai sensi del comma 1, articolo 21, legge regionale 7 agosto 2002 n. 29, la giunta regionale della Calabria, è stata autorizzata ad assumere ogni iniziativa volta ad istituire il «Centro Oncologico previsto in Catanzaro, anche d’intesa con l’Università Magna Graecia»;
ai sensi del comma 2, articolo 21, legge regionale 7 agosto 2002 n. 29, le risorse necessarie per l’istituzione del Centro oncologico sono state individuate nei fondi trasferiti alla regione Calabria dallo Stato ai sensi dell’articolo 20, legge finanziaria 11 marzo 1988, n. 67 e successive modificazioni, che autorizza l’esecuzione di un programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario e dell’articolo 71, legge finanziaria 23 dicembre 1998, n. 488 che promuovono un piano straordinario di interventi per la riqualificazione dell’assistenza sanitaria nei grandi centri urbani;
con delibera n. 798 del 25 ottobre 2004, la giunta regionale in accordo con l’università Magna Graecia di Catanzaro, ha approvato lo statuto, rep. n. 50912, registrato a Soverato il 19 novembre 2004 al n. 101391, con il quale è stata costituita la fondazione denominata «T. Campanella» con il fine di svolgere attività di ricerca in maniera strettamente funzionale all’attività di assistenza sanitaria;
il protocollo d’intesa tra l’università «Magna Graecia» di Catanzaro e la regione Calabria, recepito con delibera di giunta regionale n. 799 del 25 ottobre 2004, ha stabilito il trasferimento di numerose (17) unità operative a direzione universitaria dall’Azienda «Mater Domini» alla Fondazione «T. Campanella»;
con successiva delibera di giunta n. 822 del 23 settembre 2005, esplicativa, modificativa ed integrativa delle deliberazioni giunta regionale n. 798 e n. 799 del 25 ottobre 2004 e dei connessi atti consequenziali, è stato stabilito che la regione debba assicurare le risorse finanziarie (pari ad euro 50.000.000,00) per il funzionamento della fondazione «T. Campanella» ed ha impegnato la stessa nel reperimento di idonei finanziamenti per far fronte ai costi di acquisizione delle apparecchiature presenti in Germaneto, assicurando adeguata copertura in un arco temporale non superiore ai tre anni a decorrere dal 2005;
la mancata corresponsione dei contributi statutari è oggetto di contenzioso che attualmente ha portato all’emanazione di un’ordinanza che riconosce pienamente la validità delle pretese della fondazione ed alla predisposizione di uno schema di accordo di transazione mai sottoscritto dalla regione Calabria;
alla fondazione successivamente alla sua costituzione è stata assegnata una dotazione organica composta complessivamente da 270 operatori sanitari;
nel piano di rientro del servizio sanitario, adottato con delibera n. 845 16 dicembre, al punto 4 la giunta regionale si è impegnata a definire «un percorso che, in base alla normativa vigente e alla compatibilità del piano, conduca alla ridefinizione a regime dell’assetto giuridico della Fondazione Campanella»;
in data 13 dicembre 2013, alla presenza del prefetto di Catanzaro dottor Cannizzaro, è stata stipulata un’intesa sottoscritta dal presidente della regione della Calabria, dal rettore dell’università della Magna Graecia, dai subcommissari per l’attuazione del piano di rientro, dal dirigente generale del dipartimento tutela della salute, dal presidente della fondazione, dal direttore generale dell’azienda «Mater Domini», dal direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale e dal sindaco di Catanzaro, per la costituzione – da parte della azienda ospedaliera «Mater Domini», della azienda ospedaliera «Pugliese Ciaccio», dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, della regione Calabria e dell’università Magna Graecia – di una società a capitale interamente pubblico retta secondo l’istituto dell’inhouse providing e che fornisca servizi di natura strumentale agli enti soci, al fine di salvaguardare il personale dipendente della fondazione non afferente alle unità oncologiche;
in data 19 febbraio 2015, il presidente della fondazione Campanella, professor Paolo Falzea ed il direttore generale della fondazione Campanella dottor Mario Martina, hanno emanato un decreto che ha stabilito sospensione a decorrere dal 2 marzo 2015 di tutte le attività assistenziali inerenti ricoveri e prestazioni ambulatoriali per la ricerca e la cura dei tumori a causa dell’assenza di risorse necessarie a garantire i servizi e salvaguardare i livelli occupazionali;
il prefetto di Catanzaro con decreto n. 17254 del 23 febbraio 2015 ha disposto l’estinzione della personalità giuridica della Fondazione disciplinata dall’articolo 27 del codice civile, per impossibilità di raggiungimento dello scopo sociale;
in data 11 marzo 2015 sono state avviate le procedure di licenziamento dei dipendenti della Fondazione Campanella di Catanzaro;
in data 13 marzo 2015 il professor Paolo Falzea ha rassegnato le dimissioni da presidente della Fondazione Campanella;
sebbene la vicenda della fondazione Campanella rappresenti un esempio emblematico dei limiti organizzativi dei Commissari per la Sanità nominati dal Governo, dei manager scelti per guidare la fondazione stessa e della capacità di indirizzo politico e gestionale della regione Calabria nel corso degli ultimi anni, tali limiti non possono riverberarsi sugli ammalati e sui lavoratori della fondazione –:
quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare: a) per tutelare concretamente la condizione dei malati (circa 500) di tumore in trattamento chemioterapico e radioterapico e dei 1000 pazienti sottoposti a monitoraggio continuo post intervento e per cicli antitumorali; b) per salvaguardare la posizione lavorativa delle centinaia di unità lavorative, difficilmente ricollocabili a causa del blocco del turn-over in ambito sanitario, la cui esclusione dal mercato del lavoro costituirebbe un duro colpo per il tessuto economico-sociale della Calabria; c) per attivare ogni utile azione al fine di consentire, nel caso, l’accesso alla cassa integrazione in deroga per i dipendenti eventualmente in esubero. (4-08556)